Cara Ale,

mi sono accorta che parlo quasi sempre della mia sofferenza in amore. Oggi invece ho deciso di cambiare direzione. Perché, a conti fatti, nella vita sono stata molto amata, a volte anche più di quanto meritassi. Questa è una cosa che va detta, perché è vera. E quindi, oggi voglio salutare tutti gli amori della mia vita. Attenzione, quando dico “tutti”, capisco che possano crearsi aspettative. Io  resto umile…non c’e’ una gran folla da salutare. Quelli che siano, però, (e senza fare nomi che comunque non servirebbe) voglio salutarli uno per uno dicendo…

A chi mi ha amato davvero, grazie. Per quella sensazione rara di essere esattamente quella che volevo essere, senza dover dimostrare altro. A chi ha creduto di amarmi, ma non c’è riuscito fino in fondo, grazie comunque. Anche quell’amore imperfetto mi ha portata qui. E a me, qui, tutto sommato, piace. Agli amori vigliacchi (che sì, esistono anche quelli) voglio dire una cosa semplice: vi ho riconosciuti. Non subito, certo. Ma abbastanza in tempo per capire che non era lì che volevo restare. Avrei preferito una scelta, una qualunque. Almeno avrei avuto la libertà di andarmene.  Poi ci sono gli amori di quando ero ragazza. Quelli del primo bacio, del primo appuntamento, della prima volta. Quelli che sembravano enormi, perché lo erano, anche se duravano poco. L’amore della follia. Quello per cui ho fatto cose che oggi racconto ridendo, ma che in quel momento mi sembravano l’unico modo per restituire quello che stavo ricevendo. L’amore di quando sono scappata di casa. E quello arrivato subito dopo, che invece mi ha fatto restare. L’amore adulto. Quello più grande di me, che non sempre ho saputo gestire, ma che ho saputo vivere. Anche quando poi ho scelto di andare via.

Insomma, se mi volto un attimo indietro, vi vedo tutti. In fila, disordinati, come sono sempre state le cose che ho vissuto: disordinate e vere. Non penso di avere conti aperti. Non mi sento in debito con nessuno di loro, non mi sento nemmeno in difetto. So solo che ogni volta, anche quando non sembrava, io c’ero. Con tutta me stessa. Con quella vocina che ogni tanto mi diceva “Anto, fermati” e a cui  io,  il più delle volte, rispondevo “aspetta”.

Anche quella era una scelta. Perché ho sempre deciso io.

E se oggi quella voce la sento meglio e non la ignoro più,  non è ancora detto che io mi fermi…

Oggi però, amori miei, io vi saluto. Senza rabbia nè nostalgia. Senza bisogno di aggiungere altro.

Vi saluto e torno a me, che, a quanto pare, è sempre stato il posto più interessante in cui restare.

Share:

Leave a reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.