Cara Freuda, come direbbe la Prousta che è in me, bonjour. Eccomi  qui a rispondere subito alla tua ultima lettera prima che il tempo mi catapulti sull’asse delle ascisse al punto T1, quello cioè che rispetto al punto T0, porta con sè una riduzione della memoria proporzionale all’abbassamento del minimo della tensione che un certo argomento deve suscitare per impegnare il mio cervello a parlarne. Eccomi dunque a mantenere forte la zattera di quello che ti voglio dire, nel mentre sono assalita da tutte le parti dalle onde del mare aperto dei miei pensieri che, se me ne lasciassi sopraffare, mi condurrebbero altrove. Il tempo, però, non si può liquidare così, in quattroequattrotto passando a pensare ad altro. Merita un minimo di rispetto e di riflessione. Ecco quindi che mi accomodo al tavolo a parlarne con te, mentre ti immagino tutta orecchie ad ascoltarmi. Io, agghindata da Prousta, sono molto a mio agio. Tu da Freuda pure non scherzi, così come l’immagine che mi restituisce la simpatica Intelligenza Artificiale mi fa notare. Dunque cara Anto, il tempo…Mi scrivi che tu poco ti fidi del tempo, di uno cioè che arriva sempre dopo. Non a caso cerchi di baipassarlo sempre con la tua velocità: quando scegli un profumo, quando ti butti nel mare, quando mi parli di paura, quando scegli di viverti un amore. Tu non ti fidi del tempo e io allora, senti un pò, io ti rigiro la domanda del giorno: perchè mai il tempo, nonostante questo, continua imperterrito a fidarsi di te? Si dice che il tempo è galantuomo, appellativo questo riservato a quella specie rara di esseri umani caratterizzati da grande onestà, lealtà,  correttezza, rettitudine e sani e ferrei principi morali. Un galantuomo agisce con correttezza e mai con l’inganno. Perchè, dunque, tu non ti fidi del tempo? Perchè corri sempre senza aspettarlo, senza provare a conoscerlo? Non lo senti che lui è li, paziente, ti è sempre accanto. Non ti lascia mai sola, cammina con te anche se tu fai finta di non vederlo. Lui è sempre lì, vicino. Tu non ti fidi di lui ma lui si fida di te. Non smette mai, nemmeno per un secondo, di farlo. Ti ama profondamente il tempo, tanto che è l’unica cosa che ti resta veramente dentro, che tu lo voglia o no, che tu decida o meno di fartelo amico. Lui non ti molla amica mia, ed è davvero l’unico al mondo che riesce ad esserti cosi tanto fedele, se ci pensi. Perchè non dovresti fidarti di uno che ti acuisce lo sguardo, ti placa la rabbia, ti svela i segreti, ti smaschera gli inganni, ti illumina la verità, ti delinea la realtà. Di uno, cioè, che è gratuitamente al tuo servizio, notte e giorno, per  insegnarti a capire il tuo cuore, la tua vita, il mondo?  Uno che te le perdona tutte le tue frettolose marachelle, che confida in te, ti accarezza amorevolmente la testa tutte le volte che, per la tua fretta, ci hai sbattuto forte contro il muro. Che con pazienza asciuga le tue lacrime e non si stanca di mettere continuamente ghiaccio sui tuoi bernoccoli. Come fai amica mia a non fidarti del tempo?

P.S. Non ti sei mai chiesta se in quell’anti che ti porti dietro, in quella vocina che ti dice “Anto, fermati” ci sia nascosta solo la sua voce?

 

Immagine di copertina da IA

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