Cara Alessandra,

in questi giorni mi è venuto da pensare a una cosa che continua a tornarmi in testa: se esista davvero, dentro ognuno di noi, una specie di essenza. Non parlo dei nostri gusti, delle idee, delle abitudini, perché quelle cambiano continuamente. La vita ci modifica, ci piega, ci fa diventare persone diverse da quelle che eravamo. Ma mi chiedo se esista qualcosa di più profondo. Una caratteristica che nasce con noi e che, in qualche modo, muore con noi. Una specie di nucleo. Qualcosa che resta sempre lo stesso mentre tutto il resto cambia. Perché se guardo indietro nella mia vita, mi accorgo che molte cose sono cambiate: il modo di pensare, il modo di vedere il mondo, perfino le certezze che avevo. Eppure ho la sensazione che ci sia qualcosa che non è mai cambiato davvero. Non so se chiamarlo carattere, anima o semplicemente natura. È come una traccia che attraversa tutte le età della vita. Come se la persona che ero da ragazza, quella che sono stata negli anni successivi e quella che sono oggi, fossero tutte versioni diverse della stessa sorgente. Ti faccio un esempio molto semplice. A volte mi capita di guardarmi indietro e pensare alle scelte che ho fatto, agli amori che ho vissuto, alle illusioni che ho avuto. In molti casi potrei dire che sono cambiata, che oggi vedo le cose in modo diverso. Eppure, se sono sincera fino in fondo, mi accorgo che il modo in cui mi sono gettata dentro la vita, il modo in cui ho creduto nelle persone, il modo in cui ho cercato sempre qualcosa di vero, quello è rimasto identico. Come se quella spinta fosse nata con me. Allora la domanda diventa questa: cambiamo davvero, oppure diventiamo semplicemente più consapevoli di quello che siamo sempre stati? Forse la vita fa una cosa molto più semplice: con il tempo toglie un po’ di illusioni, qualche difesa, certe idee che avevamo. E piano piano resta quello che siamo davvero. Qualcosa che non abbiamo scelto e che non possiamo nemmeno cambiare del tutto. Una specie di firma invisibile che ognuno di noi porta dentro dalla nascita. E allora mi chiedo se, alla fine, la vera storia di una persona non sia proprio questa: vedere come quella parte di noi resta lì, mentre tutto il resto cambia.

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