Minchia signor tenente, ma quanto mi fai ridere amica mia? Si lo so, l’argomento è serio, ma questa cosa qui che il mondo disperde a iosa maschilismo dalle mutande bucate di uomini che al massimo si sanno grattare, solo tu te la potevi immaginare. Ad ogni modo restiamo concentrate per piacere, non ci facciamo distrarre dalla diatriba maschio-femmina di cui, va bene,  volendo ci sarebbe pure parecchio di cui parlare ma con calma, senza quel livore delle posizioni estreme. Che d’accordo che ci sta tutto questo maschilismo che ci ha pesato (e ancora ci pesa) addosso, pero’ dai, ci sarebbe pure da farla finita con certi discorsi e certe posizioni. Un’ultima riflessione però te la voglio fare. Io, ad esempio, sai quali proprio non ce la faccio a sopportare? Quelle degli uomini che si cospargono il capo di cenere prendendosi sulle spalle il peccato originale del genere maschio, di quel peccato, cioè, che ha attraversato i secoli e colpito sempre al centro le donne. Ebbene, a me questi uomini qui che, pur non avendo mai fatto un torto alle donne, dichiarano di portarsi sulle spalle la vergogna di quel peccato (che va bene questo glielo posso pure passare per un ideale senso di giustizia) e che però da qui cominciano quella tiritera che si sviliscono, si umiliano e chiedono scusa, in nome di tutto il genere maschile, per quello che loro non hanno mai fatto, e che mai farebbero, quelli dunque che, consentimi, forse anche un po’ furbescamente, credono di  guadagnarsi con questa accorata e seria dichiarazione, l’ammirazione e il rispetto perchè loro sì che si immolano alla causa femminista, talvolta anche piu’ delle stesse femministe, comprovando il tutto con la  denigrazione a trecentosessanta gradi dell’uomo tutto nel suo complesso, ivi compresi sè stessi che, d’accordo si sono sempre comportati bene con le donne ma ne hanno beneficiato pure loro parecchio, benchè loro malgrado, della  prevaricazione sulla donna, e dunque per questo si vergognano di una simile malefatta e sentono quindi proprio da dentro questa necessità forsennata di espiare il tal peccato sbandierando ai quattro venti  quanto la donna sia superiore di qui,  quanto sia superiore di lì, e che il maschio fa schifo, che non vale niente, non sa fare niente, e che se le donne potessero di più altro che questo mondo di merda, e che non ci sarebbe la guerra, la povertà e l’ingiustizia e tutto andrebbe meglio, e finalmente si realizzerebbe il nuovo umanesimo dell’era dell’Acquario (te ne parlerò un giorno, abbi fede) e via discorrendo una serie di minchiate colossali di questo tenore, tanto inutili quanto ruffiane. Ecco, amica mia, detto veramente tra noi (che ti pare che possa avere io la voglia di mettermi a discutere di questa roba detta qui tutta d’un fiato), io questi uomini qui non li posso proprio sopportare. Tanto che mi chiedo: ma questi maschi ce l’hanno una benedetta  via di mezzo? Che so, una zona di intersezione dove, tra il maschio A, smutandato grezzo e maschilista e il maschio B, rispettoso e femminista piu’ di una femminista femminista, possano ragionevolmente trovare rifugio i maschi C, quei poveracci di uomini, cioè,  che oggi non possono più dirlo nemmeno sottovoce (figuriamoci urlarlo) che sì, sono fieri ed orgogliosi di essere uomini e di esserlo con tutte le sacrosante differenze rispetto a noi donne, e che questo a noi donne non ci toglie proprio nulla, non ci umilia e nemmeno ci svilisce? Magari proprio perchè sono forti di quello che sono, questi uomini orgogliosi e giusti non potrebbero unirsi alle donne (orgogliose e giuste anch’esse)  per combattere quel che del mondo fa schifo, ivi compresi i maschi e le femmine di merda (che questa, correggimi se sbaglio, come il male che rappresenta mi pare nel mondo piuttosto trasversale). Amica mia, ma che fatica riuscire a esprimere questo pensiero con tutte le attenzioni del caso e senza tema di non essere fraintesa.  Questo parlare di donne e di uomini è un parlare faticoso e soprattutto rischioso, forse pure sopravalutato. Perchè in fondo siamo lontani anni luce dall’era dell’Acquario e prima di arrivare al Rinascimento, ahimè, bisogna tenere sempre  a mente che è necessario attraversare il medioevo.

 

Foto di copertina IA

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