Insisto, amica mia, sulle note del mio profumo, note di testa, note di cuore, note di fondo. A quale parte corrisponderà il fondo? La piramide olfattiva del mio profumo colloca, nel fondo, ambra grigia, muschio bianco e vaniglia e, nella testa, oud, pralina di cioccolato, zafferano e zucchero a velo. Tu lo sai cos’e’ l’oud? Ecco “l’oud è una delle materie prime più rare e preziose, utilizzate fin dall’antichità per creare fragranze di alta qualità. Esso è prodotto dalla resina di un albero chiamato Aquilaria, quando viene infettato da un particolare fungo.” Io lo sapevo che il mio profumo aveva qualcosa di profondo e di antico, di misterioso e avvolgente, di legnoso, terroso, affumicato ma con una venatura di cioccolato e di zucchero a velo che lo rende così irresistibile nel mio naso. Mi sento come la commessa della profumeria, quella con la voce monotona e suadente, che mi guarda fisso negli occhi mentre mi spiega con le parole il profumo e me lo fa immaginare, davvero, anche sentire. Pure se io sono basica parecchio e l’oud non lo sapevo mica che era. Comunque, amica mia, ogni giorno nuovo è un nuovo giorno e pure a cinquantacinque anni si scoprono ancora parecchie cose che non si conoscevano. Oltre a l’oud, le poesie di Andre’ delle canzoni che mi invii la mattina, abbassandomi a tuo dire la frequenza. In realtà mi soffermo sulla poesia dei testi di Faber nelle sue canzoni. Tipo, Perchè non hanno fatto delle grandi pattumiere per i giorni già usati per queste ed altre sere. Oppure Quando scadrà l’affitto di questo corpo idiota allora avrò il mio premio come una buona nota. Brrr direi piuttosto brividi che frequenza abbassata. Anche se sul ritornello Come potrò dire a mia madre che ho paura te lo confesso, amica mia, ho pensato a me al capezzale di mia madre. Sai quei momenti della vita che non puoi condividere con nessuno perché non esistono parole per farlo?

Vienetenne,  jammucenne, fuitenne, jammucenne. Jammucenne, fuimmacenne. Fuimacenne ca stu munn’ sta tremann.

Ah! ne me quitte pas, ne me quitte pas, amour, amour mon ne me quitte pas, ne me quitte pas 

Grazie amica mia per avermi salvato dall’affondo e per avermi rialzato la frequenza con la poesia urbana degli Squallor.

Faber fumava tanto ma secondo me è morto troppo presto perché sentiva troppo. Forse pure io muoio giovane e la fregatura è che nemmeno fumo.

Cantico dei drogati – Fabrizio De Andrè

 

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