Potremmo partire da una verità semplice, amica mia: ma quanto siamo diverse? Tu sei talmente profonda che ti fai spiegare anche la composizione di un profumo, e attraverso le parole riesci quasi a immaginarlo prima ancora di sentirlo. Io, invece, quando entro in una profumeria, gioco d’anticipo: batto la commessa in velocità, prima che possa dire nota di testa io ho già spruzzato il profumo sul cartoncino, annusato, deciso, e sono praticamente in fila alla cassa. Sono impulsiva, mi faccio guidare dalle sensazioni, dal naso più che dai racconti, dal colpo di fulmine più che dalla spiegazione. Forze opposte, probabilmente. E forse sì, dovrei imparare da te a rallentare, a darmi più tempo, magari anche a concederlo alla povera commessa che sta ancora cercando di farmi immaginare foreste lontane mentre io ho già scelto. È un po’ come con la musica. Tu hai qualcosa dell’intensità di Fabrizio De André, che prende tempo, scava, ti accompagna, e poi quando meno te l’aspetti ti colpisce esattamente dove deve. La canzone che ti ho mandato stamattina ti ha centrata in pieno, ed è una di quelle che non accarezzano ma tirano sberle vere. La mia sberla è stata la stessa tua ed è arrivata esattamente sul verso come farò a dire a mia madre che ho paura . Mi sono commossa, senza preavviso. E confesso che subito dopo ho avuto timore di averti abbassato la frequenza, anche se fuori c’era il sole e io avrei voluto tenerla alta. Così ho fatto quello che so fare meglio: ho aperto una finestra, ho fatto uscire un po’ di quella troppa intensità profumata rimasta nell’aria, e ho cercato di riequilibrare il tutto spedendoti il meglio degli Squallor. Che non sono Faber, non sono poesia alta, non scavano e non profumano di oud ma ogni tanto servono come una boccata d’aria. Perché dopo un pugno nello stomaco, una risata sguaiata può essere terapeutica. Io resto la cicala della situazione: mi muovo, cambio aria, alleggerisco, apro finestre. E forse è proprio questa la nostra alchimia: tu mi insegni a sentire più a fondo, io ogni tanto ti ricordo di ridere.

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