Ci sono stati giorni in cui il bel tempo, respirato nell’aria gentile e profumata di una mattina di primavera, mi soffiava dentro buoni sentimenti e aneliti forti di vita. Poi qualcosa deve essere cambiato. I miei colori naturali sono diventati quelli tenui delle giornate autunnali quando, camminando per strada, il cuore, e dunque la vita, palpitano e scorrono, sospinti dalla malinconia. Ringrazio dunque gli asfalti grigi e bagnati e le foglie morte cadute dai rami.  Ringrazio pure la coincidenza che, nel reale incedere di mesi e stagioni, si è compiuta e realizzata nell’avvicendarsi delle mie visioni. Ringrazio per questo l’Iperuranio, che con i suoi sprazzi da sempre imperversa nella mia vita, e gli agguati tesi dagli ossimori sulla mia strada. Ringrazio la suggestione delle immagini, la poesia dei presagi e l’ispirazione dei sensi. Le parole che ascolto distrattamente e quelle dei libri che ho letto che mi sono entrate dentro. Ringrazio infine i pappagalli verdi sui rami spogli e grigi d’inverno. Li intravedo talvolta dalla mia finestra e li immagino sempre un po’ sconsolati mentre guardano la vita che scorre, in basso sopra la strada.

Come un pappagallo verde su un ramo grigio d’inverno – La Ruota Edizioni

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