Cara Ale,
il mare…
Io il mare lo guardo dalla finestra, ci cammino accanto da anni, gli ho consegnato pensieri che non sono riuscita a dire a nessuno. Credo che il mare conosca quasi tutti i miei segreti. Mi ha visto attraversare giornate leggere e giornate in cui avevo dentro una confusione difficile da spiegare. Mi ha visto camminare per ore, senza decidere davvero una direzione, fare fotografie per trattenere un istante preciso di luce, stendermi al sole cercando silenzio, oppure restare semplicemente lì, davanti all’acqua, mentre dentro continuavano a muoversi cose che non riuscivo a fermare.
Io il mare l’ho scelto.
Avrei potuto vivere altrove, ma senza mare mi sentirei chiusa. Siamo cresciute in una città di montagna e per quanto la montagna possa essere meravigliosa, io l’ho sempre vissuta come un limite. Il mare, invece, no. Il mare ti dà immediatamente l’idea di qualcosa che continua oltre lo sguardo. Non devi arrivare in cima a niente per vedere lontano. Lontano è già davanti a te. Il mare, anche quando sembra immobile, sotto continua a muoversi. Correnti, pressioni, energie, spostamenti. Apparentemente calmo, ma mai fermo davvero. Passionale. Esistono movimenti profondi che non hanno bisogno di manifestarsi. Questo mi fa pensare alle persone forti. Non hanno bisogno di mostrare la loro forza per possederla davvero. E pensa che pur amando il mare immensamente, non ho mai imparato davvero a nuotare. Mio padre ci ha provato quando ero bambina. Ho fatto persino un corso, ma niente. La testa sott’acqua mi mette ancora paura. Forse c’entra quella mia mania di controllo, quel bisogno assurdo di voler restare sempre pronta, sempre vigile, persino dentro le cose che amo. La tua immagine dell’onda mi è rimasta dentro. Quell’onda che arriva alle spalle della ragazza assomiglia a un abbraccio, assomiglia alla vita quando decide di interrompere il nostro tentativo continuo di controllarla. Il mare mi fa pensare a quello che dici tu, Ale. Che niente resta identico troppo a lungo. Le correnti cambiano, il vento cambia, cambia il colore dell’acqua, cambia perfino il rumore delle onde, come cambiano continuamente le nostre emozioni. A volte, quando stiamo male, abbiamo la sensazione che quel dolore sia definitivo, come se dovessimo restare per sempre dentro quello stato d’animo preciso. Poi invece arriva un altro pensiero, diverso, una luce diversa, una giornata diversa e senza accorgercene, dentro di noi, si muove già altro e non siamo più quell’emozione. Il mare questo lo mostra continuamente.
Non è mai l’onda di un momento prima.