Cara Anto, la tua ultima lettera mi ha fatto venire a mente due cose: la prima una canzone di Niccolo’ Fabi, cantautore che amo molto per la delicatezza e nel contempo la forza dei suoi testi. La seconda, un video che mi ha fatto particolarmente ridere. Sai uno di quelli che trovi su internet? Ecco, c’e’ una ragazza in piedi, alla riva del mare,  abbandonata in un momento di riflessione. Forse sta pensando come te  E se mi arrendessi alla vita? Accarezzata dallo sciabordio del mare, sembra proprio avere voglia solo di pace. Il mare, dal canto suo, pare ascoltarli di nascosto quei pensieri arrendevoli di abbandono. Tanto che lo vedi arrivare di soppiatto, alle spalle di quella povera e assorta ragazza, silenzioso e sempre piu’ grosso,  pronto per uno scherzo. Con un’onda piena di schiuma, travolge la poveretta ignara, quella, sì proprio quella, che si è appena arresa alla vita. Sembrerebbe trattarsi di un tiro mancino, uno di quelli di un infingardo vigliacco. Hai presente quel miserrimo e malevolo individuo che colpisce sempre a tradimento? Dal canto mio, non ti nascondo però di aver sorriso. E di certo non per maramaldeggiare, ma perchè quel mare che arriva alle spalle io non lo considero affatto un vigliacco infingardo. Tu, che lo conosci bene, lo puoi certamente capire se piu’ che un traditore vigliacco, io il mare lo considero invece un amicone. Sai uno di  quelli allegri e rumorosi,  grandi e grossi, e un po’ goffi, che qualunque cosa fanno,  fanno sempre un gran casino? Uno cioè che se ti da un’affettuosa pacca sulla spalla, ti scompone mandandoti dall’osteopata? Ecco, mi piace pensare che il mare che arriva con la  sua onda alle spalle di quella ragazza, la stia in effetti solo abbracciando forte con il  troppo entusiasmo di un gigante. Che avvolge e sorride, invitando, chi si è appena arreso alla vita, a divertirsi con lui e a giocare con le sue onde.

Arrendersi, cara amica mia, per oggi mi pare dunque un’ottima idea. E qualunque cosa rappresenti il mare, ti do la mia benedizione. Lascia stare quindi il continuo controllo, l’interpretazione e l’accanimento. Lascia andare tutto, così come deve andare, senza opposizione. E invece di stare di malumore, mettiti tranquilla a giocare con quel caciarone e le sue onde. Poi dopo, mentre ti asciughi al sole, ascolta  pure la canzone di Niccolò Fabi che, guarda un po’ che coincidenza,  si intitola Vince chi molla

Lascio andare la manoche mi stringe la golaLascio andare la funeChe mi unisce alla rivaIl moschettone nella pareteL’orgoglio e la seteLascio andare le valigieI mobili antichiLe sentinelle armate in garrittaA ogni mia cosa trafitta
Lascio andare il destinoTutti i miei attaccamentiI diplomi appesi in salottoIl coltello tra i dentiLascio andare mio padre e mia madreE le loro paureQuella casa nella forestaUn umore che duri davveroPer ogni tipo di viaggioMeglio avere un bagaglio leggero
Distendo le veneE apro piano le maniCerco di non trattenere più nullaLascio tutto fluireL’aria dal naso arriva ai polmoniLe palpitazioni tornano battitiLa testa torna al suo peso normaleLa salvezza non si controllaVince chi mollaVince chi molla
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