Nonostante i milioni di auguri, quell’anno nuovo non era iniziato così bene come invece avevo sperato. La vista era peggiorata. Non vedevo più da lontano e molto poco anche da vicino. Il che mi faceva entrare dall’anno vecchio, più che nell’anno nuovo, direttamente nella mezza età, quella del gesto autorevole e rassicurante di togliere e mettere gli occhiali. Il primo rinnovamento previsto dall’oroscopo, mantenutosi in agguato dietro l’angolo di un Capodanno piovoso, si era dunque palesato nella visuale sfocata, sovrapposta, confusa, di quei primi giorni ovattati dell’anno appena iniziato. Come se non bastasse un gatto nero mi aveva tagliato la strada. Mi era comparso davanti all’improvviso e non avevo nemmeno visto se era sbucato da destra oppure sinistra. Io non la sapevo questa cosa, destra, sinistra. Ai miei tempi si diceva che il gatto nero porta sfortuna se ti taglia la strada. E basta. La faccenda finiva là, senza speranza. Questa storia, destra o sinistra, doveva essere un’invenzione moderna. Una leggenda metropolitana, forse un’apertura ottimistica della credenza. Sull’argomento preferivo non avere certezze e restare così, un poco nel vago.

Come un pappagallo verde su un ramo grigio d’inverno

Voce di Annamaria Cacchione

Video whiteroomagency

luisa_marion_music The Kite

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