Nel passaggio dalla primina dell’asilo alla scuola elementare, di scrivere sulle righe non ne volevo proprio sapere. La mia scrittura cominciava a salire, a salire e non si allineava. Prendeva il volo ad ogni “a capo” mentre in piedi, accanto alla cattedra della maestra che cercava di fermarle, io guardavo le lettere scappare. Oggi penso che quelle lettere erano come le rondini che disegnavo: bianche e nere, con le ali stagliate nel cielo delle giornate di sole. E me ne ricordo uno di cielo, di una mattina lontana, quando mio padre e mia madre, bellissimi e vestiti entrambi con un cappotto di renna marrone, vennero a prendermi insieme all’uscita della scuola. Sorridenti, con me tra loro a camminare. Altissimi, stagliati incontro a quel cielo, li ricordo nitidamente, come le rondini e le lettere in volo.

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