Le parole. Sono loro che contano, sempre. Quelle per caso, che a volte restano, non a caso. Le stacco dalle frasi come petali di un fiore. Tiro via quelle inutili, inefficaci, fino ad arrivare a quell’unico petalo superstite, a quell’unica parola. Giusta, sbagliata, quella. L’unica parola che mi resta dentro.

Le parole, quelle superstiti, sole sopravvissute all’inutilità delle altre, decretano fini o inizi. Sì, proprio loro, le parole. Quelle senza peso così poco soppesate.

Le parole, santo Iddio, quanto contano le parole. Quelle dette, quelle taciute, quelle negate. Quelle che segnano i confini tra i prima e i dopo. Aprono le porte le parole. Ristabiliscono l’ordine dell’universo, le parole. Tolgono, danno. Cadono addosso come le macerie dei sentimenti che si portano dietro.

Le parole, santo Iddio, quante ne sono mancate di parole. Quanto il cuore è cambiato per le parole. Quelle sole, uniche, inutili, belle, giuste, sbagliate, mancate parole.

Immagine C. Schloe

Share:

Leave a reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.