25 km di passi.

Si comincia a sentire oggettivamente l’arrivo a Santiago.

Questa mattina alle 6 a Sarria guardando dalla finestra appena svegli ci siamo preparati per una giornata di cammino bagnato. Infatti era piovuto in nottata, il cielo grigio e quando siamo usciti alle 7 per la colazione, al bar vicino all’hostal, cadeva ancora qualche goccia.
Alla partenza, quindi, è stato necessario indossare giacche e mantelle. Del resto fino ad oggi ci siamo trovati sotto l’acqua solo arrivando a Logrono. Comunque già a Barbadelo, a meno di quattro chilometri da Sarria, possiamo liberarci delle mantelle e dell’inconveniente inevitabile della condensa che si crea camminando a contatto della pelle.
La Galizia che stiamo attraversando si conferma un territorio verde, molto rilassante da vedere, e il percorso anche oggi ci offre la possibilità di apprezzare le bellezze del paesaggio agricolo, di imponenti alberature (castagni e querce) che creano tunnel delimitati, per buona parte del cammino, da muretti a secco della stessa pietra che caratterizza le poche case che formano i piccoli borghi che incontriamo.
E acqua sempre presente. Galizia “Scozia”, “Irlanda” spagnola certo ha una sua forte identità di natura.
A Barbadelo sulla strada veniamo invitati da un anziano del posto a visitare la chiesa romanica di Santiago e lui stesso ci apre il portone. Ci mette anche il timbro sulle credenziali.


Man mano che procediamo, forse anche per un po’ di vento che smuove le nuvole, il cielo si apre e compare il sole. È un altro andare. Intorno a noi il terreno collinare, molto dolce, ci presenta pascoli e campi coltivati e isole di alberature di verde più scuro. Ma tutto verde a vista d’occhio. Bellissimo. Agricoltura e allevamento del bestiame è quanto possiamo vedere, lavoro nelle stalle; è pubblicizzata la razza bovina “cachena”. Gli “horreos”, piccoli granai in pietra o legno sollevati da terra, caratteristici di questa parte della Spagna, diventano frequenti.
Siamo alla ricerca del cippo indicatore dei 100 km a Santiago, ma constatiamo che sono stati privati in molti delle targhette della progressiva chilometrica.
Quindi aspettiamo di arrivare a Portomarin, attraversato il ponte sull’Embalse de Belesar, e a ridosso dell’alta scalinata adagiata su un arco del ponte medievale leggiamo 92,231 km a Santiago.
Alloggiamo alla Pension Arenas, nel centro a fianco della chiesa – fortezza di San Nicolas.

 


Si comincia a sentire oggettivamente l’arrivo a Santiago e questo da un lato entusiasma dall’altro è motivo di dispiacere perché questa bellissima avventura a piedi sta finendo. Ultreya!
Angelo e Carlo

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