27 km di passi (circa).

Il passo si allunga, poi rallenta, si ferma, riparte.

Continuiamo ad anticipare l’orario della partenza. Questa mattina ci siamo avviati alle 6.20 dall’Albergue Juvenil di Estella destinazione Los Arcos. Primo tratto del percorso in ambiente urbano, poi sterrata per giungere al Monastero di Irache dove c’è la “Fuente del Vino”, Fontana che insieme all’acqua offre ad ogni viandante del buon vino. Ovviamente la fermata è d’obbligo per la bevuta, piccola, di un sorso di rosso dal rubinetto. Il percorso entra poi nel paesaggio gibboso della campagna coltivata. Grandi distese di grano, orzo, avena incorniciate da appezzamenti a vite, oliveti e piante di mandorli e noci. Poi alternanza con tratti boscati a leccio, filari di pioppi che provocano sul terreno una nevicata inusuale. Per fortuna nessuno di noi è allergico.

Continua anche l’attraversamento di borghi caratteristici come Azqueta e Villamayor prima di Los Arcos. Prima di Villamayor passiamo con la sterrata davanti alla Fuente de los Moros, fonte – cisterna del XIII secolo.

 

 

Continua anche oggi il piacere di camminare dentro questo mare ondeggiante per il leggero vento, immersi in sfumature di verde, con parti già tinte sul giallo, con il contrasto del rossiccio della terra dei vigneti e di un cielo nuvoloso, cupo, carico di pioggia che per fortuna nostra non cade. È noi dentro questa pittura.


A Los Arcos visitiamo la chiesa di Santa Maria, navata unica, con elementi romanici, gotici, platereschi e barocchi. Aggiungiamo il timbro della chiesa nella nostra credenziale. Poi considerata l’ora e il fatto che la tappa successiva da Los Arcos a Logrono è abbastanza lunga (circa 28 km) e domani le previsioni danno pioggia, decidiamo di avvantaggiarci raggiungendo Sansol dopo circa 7 km, dove troviamo alloggio.


Anche nel cammino odierno si sono alternati momenti di silenzio a momenti di condivisione. Continuano i “rincontri” con le persone che percorrono il cammino con le stesse tappe. È condivisione “allargata” di esperienze ed emozioni e poi è sempre possibile qualche sorpresa.
Il passo si allunga, poi rallenta, si ferma, riparte. Non c’è fretta, e’ bello scoprire come l’andare a piedi, la velocità o lentezza con cui si procede diventi la misura dello spazio. È una novità rendersi conto di come questo modifichi le nostre abitudini, diventando in questa esperienza, quotidianità.
È solo, sarà certamente solo una parentesi, finirà con l’arrivo a Santiago. Nei prossimi giorni ci sarà modo e tempo di tornare su questo e forse ne riceveremo un beneficio duraturo, chiusa la parentesi.
Angelo e Carlo

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1 thought on “6^ tappa del “buen camino”: 17 maggio – Estella – Los Arcos – Sansol”

  1. Non ho più l’età per fare questo tipo di viaggio però ti seguo​ ogni giorno e provo la sensazione di stare lì con te. Mi piacciono i tuoi racconti, così chiari, così semplici. Mi sembra di sentirti mentre leggo. La fotografia poi, aiuta ancora di più a capire questi meravigliosi posti. Continua il tuo diario caro Angelo, ti leggerò fino alla fine. Un caro saluto al tuo amico di viaggio, Carlo

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