In questo terzo 17 maggio della mia nuova vita senza mia madre, mi sono imbattuta in queste righe di Alice Munro, anche lei andata via in questi giorni di maggio. E’ tutto così adatto, tanto che, le mie parole incastrate, le lascio incastrate e utilizzo le sue. ❤️

“Il problema, l’unico problema, resta mia madre. Ed è ovviamente lei quella che cerco di afferrare; è per raggiungere lei che è stato intrapreso l’intero viaggio. A quale scopo? Per delimitarla, descriverla, illuminarla, celebrarla, per liberarmene; e non ha funzionato, perché incombe da troppo vicino, come ha sempre fatto. Perché è, come sempre, pesante, perché grava sopra ogni cosa, perché rimane indistinta, i suoi contorni fluttuano e sfumano. Il che vuol dire che mi sta ancora incollata addosso come una volta, che si rifiuta di staccarsi e che io potrei sforzarmi in eterno, con tutto il talento che ho, e con tutti i trucchi che conosco, e sarebbe sempre lo stesso.”

Alice Munro, L’Ottawa Valley (trad. Susanna Basso)

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