Oggi parliamo…

Quanto una visuale può incidere sulla prospettiva. Me ne sto qui a chiedermelo nel mentre la frequenza cardiaca sembra paradossalmente rimasta l’unica variabile costantemente nei parametri di una anormale normalità. Guardo i colori tenui nello schermo, nell’intervallo in stand by del pc. Un risparmio energetico che sembra voler defluire verso il fluire della Senna, nella pace dei colori tenui e soffusi, nella calma di un paesaggio di un quadro francese. Si stagliano le rose su di esso da sopra il monitor mentre dalla finestra osservo un cielo rosso sfumare nella fine del giorno. Sono dunque assediata da segnali di pace? La vita si sbraccia con cartelli, come quegli appuntamenti all’aeroporto tra chi non si conosce oppure come chi urli a squarciagola da dietro un vetro insonorizzato. “Eccomi, vengo in pace, mi senti? Non mi riconosci?” sembra ripetere osservandone il labiale. Io me ne resto a guardarla questa vita che urla muta senza voce. Osservo  i suoi tentativi di ricordarmi la pace mentre resto ferma senza riparo dall’altro lato del vetro.

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