L’orticello emotivo va coltivato. Il che, senza ombra di dubbio, richiede una certa fatica. Occorre sgombrare innanzitutto il campo da tutte quelle remore che spesso si frappongono alla pratica. A un certo punto uno dovrebbe avere il coraggio di seguirsi fino in fondo, anche a rischio di apparire un po’ matto, forse anche fissato. Inseguo il pensiero di condividere il mio pensiero, di cercare insomma di fissarlo in qualcosa: nelle parole, in una registrazione o in una pagina scritta. Quello però mi sfugge da tutte le parti, quasi che il cervello mi fosse diventato un colabrodo. Mi resta una sensazione di vago, di indeterminatezza che, via discorrendo, si tramuta nella certezza di una distanza dal resto del mondo, andato, in effetti, in vacanza.

Bisognerebbe schiarirsi le idee. E “schiarire le idee” è un detto davvero appropriato visto quanto dannatamente se ne restano avviluppate allo scuro le mie. Lo scuro, si sa, pesa parecchio. Molte tonnellate di un niente, difficile da raccontare. Qualcosa che ti resta proprio sul petto, una morsa che fa respirare male. Poi mettici il caldo e il frastuono del mondo che, d’estate, santa Madonna, sembra trasferirsi proprio su Marte, su un pianeta chi sa quanto distante dal mio, pure se Marte alla fine è dietro l’angolo e il suo schiamazzo mi arriva lo stesso dritto alle orecchie.

Mi piacerebbe tornare lì dove sono rimasta. Nel mio orticello emotivo mi metto a pensare a quei fiori che sono restati e al mio libro posato sul comodino di mia madre. Penso e ripenso che credevo bastasse questo per deporre anche il velo nero che ha ammantato il mio cuore. Invece, maledizione, quello se ne resta imperterrito lì sopra e mi pare, senza quel libro tra le mani, pure più nero. Rimesto nel mio orticello chiedendomi quanto sia il caso ma anche perché io sia sempre lì a chiedermi quanto sia il caso.

Il cielo al massimo mi risponde con i versi dei gabbiani.

(Parlare del mio libro…ma a chi dovrei esattamente parlare del mio libro, ora che è estate?)

Share:

Leave a reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.