“Per me la societa’, voglio dire la maggioranza di questa societa’, non e’ altro che un enorme branco di figli di puttana. ”

Fabrizio De Andre’

Io sono una persona che per quasi tutta la sua vita è stata affetta dalla sindrome del buonismo ovvero quella sindrome che ti fa vedere il bene ovunque, come se il male fosse una deviazione, che ha comunque un motivo, da un punto di partenza che è il bene. Una deviazione, dunque, che meriterebbe sempre e comunque un approfondimento e, soprattutto, la possibilità di una possibilità.

Questa mia sindrome di buonismo mi ha condotto nella vita in maniera che non esito a definire sbagliata. Mi rendo conto di rinnegare in tal modo me stessa, tuttavia oggi penso di averla compresa meglio la differenza tra bene e male, che è la stessa poi che distingue una brava persona da una cattiva persona e soprattutto che il male è un punto di partenza così come il bene, che uno nasce buono o cattivo così come, che so, con gli occhi chiari piuttosto che con gli occhi scuri e che dunque queste attitudini naturali al male piuttosto che al bene non sempre meritano approfondimenti o possibilita’.

Questa acquisita consapevolezza del male, dapprima nebulosa per le eccessive resistenze dovute al resto della vita passato nel credere al bene, si è negli anni definita in maniera sempre più decisa, o per meglio dire nitida, al punto che oggi, in modo inversamente proporzionale alla vista perduta, riesco a vedere bene molte più cose di quanto potessi riuscire a fare nel passato. Questa mutazione del mio essere mi ha portato ad individuare il male che mi gravita intorno, a riconoscerlo in quei loschi individui che vivono parallelamente alla mia esistenza e che non di rado ci fanno capolino danneggiandola.

Ora una simile affermazione presuppone necessariamente che io mi consideri una brava persona e, seppur questo sia assolutamente vero, un pò mi imbarazza avvicinarmi a quel pensiero comune autoreferenziale del resto del mondo che si sente sempre meglio rispetto al peggio da cui sembrerebbe circondato, quel pensiero comune dove l’io perfetto tende da solo a sopravvalutarsi e a distinguersi dalla cosìdetta gente che per definizione è sempre cattiva o diversa o sbagliata, da quel pensiero del mondo intero di essere così diverso dal mondo intero  cosìcchè, in realtà non si capirebbe più nemmeno quale sia il mondo sbagliato e quale quello giusto. Tuttavia, nonostante questo, se devo essere sincera e onesta, io non posso proprio farne a meno di essere autorefenziale e populista e di affermarlo, ma proprio a voce alta e anche parecchio orgogliosa che sì, io sono una brava persona! O che quantomeno ambisco ad esserlo, a dispetto di quei loschi individui che io ritengo essere tra le principali cause dello sfacelo che mi circonda.

Il losco individuo è un personaggio che ama confondersi tra le brave persone. Generalmente se ne circonda proprio per camuffare meglio la sua vera natura. Non di rado è un affabulatore, a volte puo’ risultare finanche simpatico. Gode di una fama basata per lo più su chiacchiere positive sul suo conto piuttosto che su reali capacità dimostrate. Spesso è protetto e raccomandato e quindi non si cura poi molto di rispettare le regole che valgono per gli altri. Sopravvive nei vari contesti in cui si è insinuato grazie alla sua furbizia più che alla sua intelligenza e soprattutto per una buona dose di fortuna. Si barcamena nei meandri del potere grazie al suo asservimento e non teme nessun rimorso nel cambiare bandiera, nell’abbandonare, quando sta per affondare, la nave ed il suo capitano, con il quale in tempi non sospetti si vanta in giro di essere  grande amico, che so, di tifare la stessa squadra di calcio, di andarci a cena insieme e cose del genere. Di solito il potere, che non ha né voglia né tempo di approfondire, si avvale della sua opera, non di rado fidandosi e dando, pertanto, al losco individuo un certo spazio di manovra per le sue attività preferite che generalmente sono quelle di spargere fango sulle brave persone che potrebbero intralciarlo nei suoi loschi movimenti ma a volte anche solo per divertimento, data la sua innata cattiveria. Inutile aggiungere che il losco individuo, a qualsiasi livello si annidi, opera solo ed esclusivamente per il proprio tornaconto personale, il che lo rende un ottimo strumento del potere che ha, in linea di massima e ai suoi vari livelli, più o meno lo stesso obiettivo.

Purtroppo a me sembra che i loschi individui oggi siano numericamente esuberanti rispetto alle brave persone. Che le brave persone o quelle che valgono veramente qualcosa hanno sempre meno possibilità di apportare il loro contributo alla società che, invasa da questa piaga che come una piovra si e’ ovunque espansa con i suoi sempre piu’ lunghi tentacoli, e’ destinata a mio avviso ad implodere in sè stessa, senza alcuna speranza.

Il che, per tornare al mio fallito  buonismo, e dato che sto fondamentalmente parlando della cosiddetta acqua calda, equivale un po’ a dire che il male, in questo mondo, e’ piu’ forte del bene.

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2 thoughts on “Il losco individuo”

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